venerdì 12 luglio 2013

Ora in che consiste la felicità, se non nell'amare Dio?

Noi vogliamo esistere per essere felici:
nessuno sopporta di essere infelice,
molti anzi per questo motivo si tolsero la vita
e il Salvatore a tal riguardo ha detto:
Sarebbe meglio per quell'uomo che non fosse mai nato!

Ora in che consiste la felicità, se non nell'amare Dio?
È evidente perciò che
, amando Dio,
naturalmente amiamo anche l'anima nostra.
Tuttavia, molti,
ignorando la sorgente della felicità,
amano anche altre cose, chi questa, chi quella:
così sbagliando la mèta della corsa,
scelgono spesso quegli oggetti che li renderanno più infelici.
Essi non sanno onorare l’anima nel modo dovuto
e non sanno trascurarla secondo ragione.
Invece gli uomini virtuosi che si schierano per Dio,
ben sapendo dove cercare l'essere
e come servire alla propria utilità,
fanno di Dio l'unica causa del loro amore.
L'anima santa lascia se stessa per andare a Dio con tutta la sua volontà,
dimentica la sua pochezza che riguarda come qualcosa di estraneo e di fortuito,
per aprirsi alla ricchezza divina
che considera come un possesso proprio;
non si reputa sfortunata per la sua povertà,
ma in Dio si riconosce ricca e beata.
Infatti la potenza dell'amore fa sì che gli amanti sappiano
far propri i beni degli amati.
Ma poiché nei santi la potenza della volontà e del desiderio
si risolve tutta in Dio,
lui solo essi considerano come il loro bene proprio,
sicché non possono rallegrarli né il corpo né l'anima o i beni dell'anima né alcun'altra cosa propria e naturale;
nulla è amabile per se stesso ai loro occhi.
I santi non si conoscono più,
poiché una volta per sempre sono usciti da loro stessi
e hanno trasferito altrove tutta la loro vita e il loro desiderio.
(Nicola Cabàsilas, La Vita in Cristo).

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