giovedì 13 settembre 2012

non esiteremmo a coniugare i verbi del fare

Se il mondo fosse una grande famiglia oggi tutte e tutti volgeremmo il pensiero e la solidarietà al Pakistan e al Congo. Al primo perché una sciagura immane come il terremoto sta procurando dolori e lutti e al secondo perché i dolori e i lutti li stanno causando direttamente gli uomini che si accaniscono su una popolazione non solo inerme ma anche soggiogata dalla miseria.
Se il mondo fosse una sola famiglia anche l’informazione avrebbe una priorità diversa nella propria agenda e non potrebbe fare a meno di mostrare queste due tragedie perché tutte e tutti comprendano almeno un poco la sofferenza degli altri.
Se il mondo fosse una sola famiglia non esiteremmo a coniugare i verbi del fare. Soccorrere, protestare, provvedere, denunciare, condividere, curare, sostenere, progettare. In una sola parola, amare. Perché il dramma vero non sta nel fatto che il mondo non sia una grande famiglia, quanto piuttosto nell’amara constatazione di non essersene accorto.
 
(T. Dell’Olio, “Mosaico dei giorni”, 30 ottobre 2008)

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