domenica 21 ottobre 2012

necessità pastorali urgenti

Se c’è qualcosa che mi irrita quando visito una città e le sue chiese, in Italia o altrove, è la prassi ormai invalsa del ritrovarsi dinanzi a una porta chiusa, magari con l’avvertenza in caso di "necessità pastorali urgenti" di rivolgersi ai numeri di telefono lì indicati. Le chiese, poi, magari saranno aperte al pomeriggio, e – storiche o meno che siano – offriranno i servizi minimi consueti: rosario e messa. Il che fa capire come la comunità che vi abita è essenzialmente retta da unaleadership chiericale, numericamente ridotta e senza il dono dell’ubiquità, sicché in sua assenza tutto si ferma. La chiesa funzionerà a pieno ritmo – si fa per dire – solo nelle ore in cui il presbitero si renderà disponibile. (Cettina Militello)

Nessun commento:

Posta un commento