venerdì 11 gennaio 2013

sa bene di essere altrettanto dolorosamente afflitto

Sandro Rotili in Quaderni di vita monastica, 1999. “Il sorriso – scrive – è sempre espressione di tenerezza e misericordia. Chi sorride (pensiamo al sorriso della mamma al suo bambino) si rende disponibile, accogliente, apre uno spazio alla relazione. Chi sorride all’altro e dell’altro non lo deride, rende effettiva l’accoglienza, porta comprensione e conforto. Il sorriso, come dice Paul Celan, è sguardo indulgente e misericordioso sull’altrui debolezza, è lo sguardo di chi sa bene di essere altrettanto dolorosamente afflitto dalla propria precarietà”

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