lunedì 23 luglio 2012

una resurrezione danza là dove c'è Cristo

Oggi, a chi passa di qui, voglio regalare le parole di una poetessa inglese, Elisabeth Jennings (1926 - 2001), autrice di scritti ricchi di grande spessore e gioiosi accenti di vita.
Il suo sguardo infatti, pervaso da una limpida fede religiosa, scava nel profondo alla ricerca di quella Bellezza originaria che permea tutto il creato e può essere definita "La danza nel cuore delle cose", come suggerisce il titolo di una selezione di testi pubblicata qualche anno fa dall'Editrice Ancora.

E' una danza - in particolare nei versi riportati qui di seguito - che vede nella Resurrezione di Cristo il perno che muove e riscatta ogni vicenda umana e intride, per così dire, tutta la creazione. Dalla gioia alla sofferenza, dal più semplice moto interiore alla splendida grandiosità del creato, gli occhi della poetessa spaziano infatti verso orizzonti sempre più ampi dei quali il singolo è parte, continuamente preso e condotto per mano verso la salvezza.
Un testo che ci fa levare in alto lo sguardo e al tempo stesso rientrare nel profondo di noi stessi alla ricerca di quel movimento - la danza appunto - senso e segreto di ogni cosa, che tutto prende e coinvolge nel suo ritmo, un po' come "La creazione" di Chagall riportata nel riquadro.

Danza

"C'è sempre danza al cuore delle cose,
danze di morte, danze di angeli,
e sempre una resurrezione danza là dove c'è Cristo,
e così sempre una danza riparte a salvarci,
prende le nostre mani e dice a noi
la gioia di resistere, i passi del patire.
La danza più profonda è la preghiera,
solenne e familiare, alta, serena e dolce.
C'è danza quando l'amore ci ferisce,
danza la creazione, movimento costante.
Nei cieli, tutti loro, danzano gli astri,
danza pure la luna, sempre avvicendata
col sole che tramonta, e poi si alza."

(Traduzione liberamente rielaborata dall'originale)

http://annaclassica.blogspot.it/2012/04/dopo-pasqua.html

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